Proposte

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Altra Critica

Per Altra Critica intendiamo la piena consapevolezza della fine della “critica letteraria” quale è stata costituita nel discorso occidentale dalla seconda metà del XVIII secolo fino alla fine del XX.

Come si è cercato di argomentare altrove (e nella stessa collezione di saggi via via comparsi sulla rivista) quella configurazione disciplinare, già messa in crisi definitiva di tutti (senza eccezione) i pilastri che la costituivano, dalla relativizzazione critica, estetica, politica del monopolio culturale occidentale-maschile-“bianco” (in una parola: borghese) e dalla fine delle estetiche valutative di matrice idealistica, fondate sul “disinteresse” e sui giudizi “di gusto”; infine, la critica letteraria che abbiamo conosciuto esplode definitivamente nell’impatto del fatto letterario con i mass media multimediali e le nuove tecnologie e, in particolare, dall’affermarsi di forme di produzione e fruizione testuale non più gutemberghiane e non più (o sempre meno) mediate dal mercato editoriale e dunque dalla conseguente crisi del nesso (che si pretendeva naturale ed esclusivo, anzi costituivo della letteratura!) fra autore-testo scritto-editore-mercato-lettore.

Naturalmente, come tutte le fini, anche questa fine non è senza residui, ed anzi si possono ora, in questo atteso e lunghissimo tramonto, levare finalmente in volo molte nottole di Minerva.

E come la fine della “letteratura” residua niente meno che la concreta inesausta vitalità dei testi, in qualsiasi forma e di qualsiasi provenienza, così dalla fine della “critica letteraria” emerge una radicale tensione analitica e conoscitiva in merito a tali forme di testualità, letteralmente s-confinate. Un nuovo mondo di tutti i testi del mondo, esclusi finora dal ristretto e miope sguardo della “critica letteraria” viene così emergendo, e con essi si profila la pluralità (finora rimossa, e quindi ridotta alla clandestinità) delle tradizioni testuali, che sono tanta parte della benjaminiana (e gramsciana) “tradizione degli oppressi” (dalla scrittura delle donne a quella dei migranti, dall’oralità alla produzione multimediale, dalla memoria dei subalterni alla sperimentazione, e così via).

Se questi testi saranno, e già sono, l’oggetto degli studi dell’Altra Critica, il suo metodo riscopre e attualizza la radice stessa del rispetto e dello studio dei testi e della loro tradizione, ciò che si chiama filologia.

Digital Humanities

La sezione si occupa del campo dell’informatica umanistica, accogliendo l’evoluzione storica ed epistemologica del settore: dalle tematiche prettamente umanistico-letterarie dei primi anni di affermazione della disciplina, con un’attenzione particolare alla sperimentazione degli strumenti computazionali su oggetti e contenuti umanistici, agli aspetti sociali, politici e culturali delle tecnologie digitali e di rete che hanno trasformato e stanno trasformando quegli stessi oggetti e quegli stessi contenuti.

Oggetto dei contributi presi in considerazione per la pubblicazione potranno essere:

  • codifica del testo letterario,
  • edizione digitale,
  • sociologia e antropologia della comunicazione digitale,
  • aspetti teorici, storici e geopolitici di internet e dei social media,
  • aspetti etici e sociali delle tecnologie digitali,
  • evoluzione delle strategie di produzione e diffusione dei testi digitali,
  • narratologia digitale.

Neuroscienze cognitive e scienze umanistiche

La sezione si occupa delle scienze cognitive e dello studio del comportamento con un approccio storico ed epistemologico: dall’analisi dello sviluppo negli ultimi due secoli delle principali teorie scientifiche sulla mente e sul rapporto mente-corpo, alla discussione dei più recenti modelli del nostro sistema cognitivo e delle sue principali disfunzioni.

Con particolare riferimento al paradigma della cosiddetta ‘cognizione incorporata’ (embodiment) si presenteranno articoli, recensioni e cronache di eventi particolarmente significativi a vario titolo connessi ai seguenti temi:

  • storia ed epistemologia della psicologia e delle neuroscienze cognitive,
  • emozioni e funzioni cognitive: teorie della ‘embodied knowledge’,
  • psicologia della comunicazione e filosofia del linguaggio,
  • modelli della mente e del comportamento,

neuropsicologia e disturbi del sistema cognitivo.

Paragone delle arti e intermedialità

Paragone delle arti e intermedialità è la sezione della rivista che rimanda al tema di Leonardo da Vinci sulla distinzione e sulle differenze delle arti (Libro di Pittura, Codice Urbinate lat. 1270 nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a cura di Carlo Pedretti, Trascrizione critica di Carlo Vecce, Biblioteca della scienza italiana, I, Giunti, Firenze 1995; Parte Prima, et prima di poesia e Pittura, pp. 131-168.), ma anche sulle forme attuali della loro interazione ed integrazione, le più spettacolari ma anche problematiche, come le installazioni – lavori che, a partire dagli anni intorno al 1960 e dalle più svariate ricerche, combinano mezzi linguistici ed espressivi di pittura, scultura, fotografia, video, musica, nei dati ambienti in cui sono accolti – e poi i video d’arte, le ricerche d’interazione di parola e suono, dalla wagneriana Wort-Ton-Musik in poi, ma anche di scenografia figurativa e testo teatrale, oppure le forme dell’autoriflessione letteraria e le tante differenze del rapporto di forma e contenuto o, più in generale, il grande dibattito sulle forme dell’arte.

Studi di genere

La critica femminista aveva subìto fin dall’inizio la forte impronta del metodo strutturalista, che aveva avuto il merito di concentrare l’analisi sulle componenti funzionali del testo e quindi di rinnovarne la lettura, ristabilendo, per così dire, l’equilibrio a favore delle scritture di donna generalmente ignorate o sottovalutate dalla critica. La critica di genere – che si basa sulla costruzione storico-sociale delle differenze - si è orientata verso un approccio che colleghi strettamente la lettura dei testi con i dati autobiografici e biografici, con le condizioni fisiche, culturali, ideologiche, politiche, con i sistemi intellettuali e scientifici in atto. Il termine “genere” (gender) non si riferisce esclusivamente alle donne, ma implica la messa in prospettiva della differenze di classe, origine, lingua, religione, inclinazione sessuale, con l’intento di decostruire le sovrastrutture dei preconcetti e dei pregiudizi, i giochi di potere ancora predominanti, con la convinzione che le scritture, sotto tutte le loro forme e modalità di produzione, appartengono ad un processo continuo e multiplo di ricreazione del senso, di rielaborazione della vita, della quale sposano la durata, le pause, i ritmi, le pulsazioni, per restituirne la corporeità, le peripezie, l’insondabilità... 

Note e recensioni

La sezione della rivista dedicata alle note e recensioni accoglie recensioni di libri e opere digitali, report di convegni e mostre in corso, nonché le segnalazioni di eventi culturali di particolare rilevanza.

Le recensioni - firmate dai redattori e dai collaboratori esterni - hanno di norma un'estensione di 3-5 mila battute.

Dossier: Linguaggio inclusivo e sessismo linguistico

È ancora sotto gli occhi di tutti la polemica dello scorso luglio sull’uso dell’asterisco e dello schwa in chiave inclusiva: Mattia Feltri pubblicò un articolo su “La Stampa” dal tono sarcastico, denigrando le posizioni sul tema di una non meglio precisata “accademica della Crusca”. Si scatenò un putiferio social che coinvolse direttamente il presidente dell’Accademia, il quale arrivò a scrivere una lettera aperta contro il giornalista e a minacciare di difendere l’Istituzione nelle «sedi opportune» (si veda post sulla pagina Facebook dell’Accademia della Crusca, pubblicato 30/07/2020). Una polemica che, come molte altre, si spense nel giro di pochi giorni ma che contribuì – forse l’unico aspetto positivo di tutta la vicenda – a riaccendere il dibattito sul linguaggio inclusivo: cosa vuol dire maschilismo e sessismo linguistico? Che rapporto c’è tra genere (o meglio gender) e lingua? E soprattutto: nell’ottica di tale linguaggio, quale sono le proposte adeguate e quali no? Sono solo alcune delle possibili questioni, e per la maggior parte di esse, al momento, non esiste una risposta soddisfacente e univoca. 

Lo scopo del dossier del numero 2021 di Testo e Senso è proprio questo: fornire, dalle prospettive della linguistica, della teoria e critica letteraria, delle scienze cognitive e degli studi culturali, un resoconto sulle discussioni relative al tema e avanzare interpretazioni e soluzioni che chiamino in causa gli studiosi delle più diverse discipline (dalla giurisprudenza alla politica, dalle filosofia alla storia – soltanto per citarne alcune) per condividere le necessarie riflessioni che i rapporti complessi e urgenti tra genere e lingua richiedono.

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