Alessandro Sbordoni. Musica come ‘fare’

Alberto Gianquinto

Abstract


Si richiama l’aspetto non più propulsivo della grande svolta di Schönberg e delle scuole di Vienna e poi di Stoccarda. Si sottolineano invece le prospettive di apertura nelle forme compositive di Alessandro Sbordoni, le cui origini sono nel gruppo di ricerca di Nuova Consonanza, di Franco Evangelisti, e nell’idea di una composizione come ‘fare’, vicina all’improvvisazione della musica jazz; si sottolineano i precedenti filosofici e i punti nevralgici di questa apertura nelle considerazioni di Fichte, in merito all’autoriflessione epistemologica sulla relazione gnoseologica, e così nell’operazionismo di Bridgman; e si puntualizza la critica alla lunga tradizione formale delle regole compositive e alle loro ricostituzioni negli stessi climi rivoluzionari. Musica come prassi compositiva è il Sirius di Sbordoni (2009), di cui si analizzano le forme a posteriori, e da cui si risale indietro fino alle Fantasie della lontananza, su versi di Emily Dickinson. La riflessione si confronta con le tesi di Schönberg, Adorno, Mila e Rognoni, oltre che dello stesso Sbordoni.

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Man bezieht sich hier auf den nicht mehr vorantreibenden Aspekt des großen Wendepunkts von Schönberg, der Wiener und später der Stuttgarter Schule. Demgegenüber werden die Perspektiven der Öffnung in den Kompositionsformen von Alessandro Sbordoni betont, deren Ursprung in der Forschungsgruppe Nuova Consonanza um Franco Evangelisti und in der Idee einer Komposition als “Schaffen” liegt, die der Improvisation der Jazz-Musik nahesteht. Es werden sodann die philosophischen Präzedenzfälle und die kritischen Punkte dieser Öffnung in Fichte’s Betrachungen über die epistemologische Selbstbeobachtung der gnoseologischen Zusammenhänge unterstrichen, ebenso wie  im Operationismus von Bridgeman; es wird auch die Kritik an der langen formalen Tradition der Kompositionsnormen präzisiert und an ihrer Neubegründung in denselben revolutionären Klimata. Musik als kompositorische Praxis ist  Sbordoni’s Sirius (2009), dessen Formen a posteriori analysiert werden und von da aus zurückgehend bis zu den Fantasie della lontananza  (Verse von Emily Dickinson). Die Überlegungen werden mit den Thesen von Schönberg, Adorno, Mila und Rognoni verglichen, neben den Thesen von Sbordoni selbst. 


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