Mariti adulteri e mogli vendicatrici nel salotto borghese di Alexandre Dumas fils

Maria Grazia Porcelli

Abstract


Il tema dell’adulterio, costante nella commedia francese dall’età della farsa al dramma borghese, spesso ricorre per lo sviluppo dell’intreccio a un’azione di vendetta compiuta dalla donna ai danni del marito: vuole punirlo commettendone uno a sua volta. Nell’arco evolutivo del genere comico, tale azione subisce significative varianti: dalla connotazione ridicola, tipica sia della farsa che della commedia molieriana ma anche del vaudeville ottocentesco, a quella sentimentale, propria della commedia settecentesca, a quella seria, che caratterizza invece il dramma borghese dell’età del Secondo Impero e della Terza Repubblica. Molto frequente nel teatro di Alexandre Dumas fils, la vedetta femminile è finalizzata alla messa in discussione dei doveri cui la donna, suo malgrado, deve rispondere nella vita matrimoniale. In Francillon la focalizzazione è sulla vita intima della coppia coniugale (l’amante, a differenza di quando accade nel romanzo contemporaneo, non è valorizzato dalla trama) e sulla ricerca di una soluzione di compromesso attraverso cui rilanciare il valore (ormai apertamente in crisi nella società di fine Ottocento) dell’indissolubilità del matrimonio, su cui simbolicamente si fonda la stabilità stessa dell’ordine borghese. 


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