Retorica del complotto e vendetta nel Genius di Carl Grosse e nel Frankenstein di Mary Shelley

Gianluca Paolucci

Abstract


Alla luce delle testimonianze circa la fascinazione di Mary e Percy Bysshe Shelley per il Genius di Carl Grosse e per il fenomeno delle società segrete (soprattutto per la storia degli Illuminati di Baviera), il contributo si propone un’analisi comparativa del romanzo tedesco e del Frankenstein di Mary Shelley. Se nel Genius sono centrali i motivi del complotto ordito da un’associazione segreta e quello della vendetta nei confronti di essa, si vuole dimostrare che il Frankenstein può essere interpretato, non da ultimo, come una rilettura critica dell’opera di Grosse e che dunque i temi del cospirazione massonica e della vendetta sono presenti anche nel romanzo della Shelley quali veri e propri sottotesti. Secondo la nostra tesi, il fine della rilettura proposta dall’autrice inglese è quello di smascherare la retorica ideologica, di stampo reazionario, che tra la fine del Settecento e gli inizi del Novecento si celava dietro questi discorsi.

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