Retorica del complotto e vendetta nel Genius di Carl Grosse e nel Frankenstein di Mary Shelley

Gianluca Paolucci

Abstract


In momenti storici di disorientamento valoriale, di allontanamento dalle strutture tradizionali, il romanzo, declinato nelle sue diverse forme, alte e basse, ha spesso consentito di rielaborare narrativamente la crisi, proponendo soluzioni immaginarie alternative oppure offrendo proiezioni consolatorie o compensatorie. È questa – come è noto – la funzione sociale del romanzo popolare tra Sette e Ottocento secondo l’interpretazione di Antonio Gramsci.

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