Narrative digitali

Roberto Inversa

Abstract


La narrativa ipertestuale è una delle attrattive del testo digitale: ma usare una tecnologia del genere, fatta di collegamenti e priva di un ordine, è veramente possibile per parlare ancora di narrativa? Questo saggio si propone di dare un’immagine dell’ipertesto quanto più possibile libera dai preconcetti legati alla prima diffusione dei personal computer e, successivamente, di Internet, affinché appaiano chiare le evoluzioni che la testualità contemporanea sta subendo anche (ma non solo) grazie alle tecnologie informatiche. Per far questo si partirà dalla “teoria della convergenza” di Landow e, quindi, dalle critiche alla testualità di Barthes e Derrida. Di qui si potrà considerare l’ipertesto nell’ottica di una rivoluzione più generale delle comunicazioni: non più la linea, infatti, rappresenta il paradigma della trasmissione di significato, ma la rete, lo spazio. Così l’ipertesto, considerato spesso come una nebulosa di significanti sempre connessi e così privi di senso, può essere riconosciuto un sistema a tre dimensioni coeso e coerente, ma contemporaneamente scrivibile oltre la podestà dell’Autore. Verranno toccati infatti anche argomenti quali la lettura e l’interpretazione, la nuova importanza dell’immagine come elemento costitutivo del testo digitale e l’evoluzione della scrittura come processo di esteriorizzazione e successiva interiorizzazione della conoscenza. Si perverrà così, nelle intenzioni, a una concezione di narrativa ipertestuale lontana dall’adattamento spicciolo della Letteratura nell’accezione moderna del termine al mondo digitale, bensì fondata sullo studio dell’ipertesto come realtà «operativa», che necessita di nuove modalità narrative e nuovi sistemi di organizzazione del sapere.

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