Il patrimonio culturale e ambientale e le politiche del governo Renzi. A proposito di un libro recente

Carlo Pavolini

Abstract


L’articolo prende in esame le misure normative e legislative che sono state adottate, fra il dicembre 2014 e il gennaio 2016, dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali  (il cui ministro è Dario Franceschini), e – più in generale – dal governo presieduto da Matteo Renzi, a proposito della tutela del patrimonio storico e paesaggistico italiano. Le decisioni prese, anche in contraddizione l’una con l’altra, sono state numerosissime, e molte di esse vengono giudicate dall’autore particolarmente gravi. La riunificazione delle competenze delle Soprintendenze (attualmente suddivise in base alle diverse discipline) è metodologicamente corretta, ma esistono forti dubbi su come verrà attuata, se il governo non provvederà ai relativi, consistenti finanziamenti. Si espongono poi i motivi per i quali l’autore ritiene completamente sbagliata la politica seguita per i musei e per molte aree e parchi archeologici (ambedue queste categorie verrebbero separate dai territori circostanti e gestiti diversamente). C’è inoltre una forte critica ai provvedimenti contenuti nella legge che prende il nome da Marianna Madia, ministro per la Pubblica Amministrazione: infatti questi provvedimenti, se attuati, determinerebbero una concentrazione di poteri nelle mani dei rappresentanti del governo e un ulteriore, concreto freno o impedimento all’azione di controllo dei Soprintendenti.

 

The paper analyses the administrative and legal measures that the Italian Ministry for the Cultural Heritage and the Environment (whose Minister is Dario Franceschini), and more generally the government of Matteo Renzi, have adopted between December 2014 and January 2016, concerning the protection of the historical and environmental heritage of the nation. A great number of decisions have been taken, and the author considers most of them particularly dangerous. The reuniting of the Superintendencies, that now are divided on the base of their disciplinary competences, is correct from a methodological point of view, but heavy doubts exist about the concrete way to apply it, if the government shouldn’t grant the relevant and substantial funds. Then the author exposes the reasons for judging completely wrong the politics of the government about the national system of the museums and about many archaeological areas and parks (both would be separated from the surrounding territories, and administered in a different way). Furthermore, there is a strong criticism of the measures contained in the law currently designed with the name of Marianna Madia, the Minister of the Public Administration. In fact these decisions, when really adopted, would determine a concentration of power in the hands of the officials of the government, and a further restraint on the activity of control of the Superintendencies.   


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