Presentazione di Roberto Herlitzka

Alberto Gianquinto

Abstract


Un grande attore di teatro e di cinema, che si cimenta in un’impresa che ha quasi dell’incredibile:
affrontare il De rerum natura di Lucrezio, non solo tradurlo, ma scriverlo nel metro dantesco della
terzine del sirventese. È l’autore stesso a dirci di aver cominciato a tradurlo, per amore di Dante e di
Lucrezio insieme, niente meno che al liceo, lavorando poi lungo tutta la sua vita nei periodi che la
professione di attore lasciava liberi. A suo dire, non c’è un’idea all’origine dell’impresa, «soltanto il
gusto di far nascere versi e rime usando una lingua che [lo] affascina sensualmente». Un’opera, che
ha insieme il sapore delle grandi imprese che nascono dilettantesche e sono invece d’una serietà
quasi si trattasse dell’unico impegno nella vita.


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