Itinerario del viaggio nell'Asia Nord-Occidentale, con memorie dell'Italia medievale

Lina Unali

Abstract


All’inizio di “Itinerario del viaggio nell’Asia Nord-Occidentale, con memorie dell’Italia medievale”, il testo qui presentato, l’autrice dichiara di scriverlo per attirare l’attenzione dei lettori sul volume da lei pubblicato recentemente, intitolato Rapporto sulla Cina. Itinerario ripercorre le tappe di un viaggio attraverso la Cina nordoccidentale, coincidente con una tratta particolare della Via della Seta che si originava a Xi’an, una delle antiche capitali dell’Impero, e giungeva fino alla catena del Pamir che segna una divisione tra Cina e Pakistan. 

Sono le riflessioni che l’autrice compie su un viaggio fatto alla fine dell’agosto 2012 che possono essere lette, come d’altronde il volume da lei scritto, sotto molti punti di vista, anche da uno esclusivamente polemico, basato sulla considerazione che i cittadini europei e americani, ad esempio, ignorino quasi tutto sulla tipologia di quel territorio, sull’alternanza di oasi e deserto, sulla presenza di vasti altopiani in cui procedere con cammelli e cavalli non era forse troppo difficile, sulla magnificenza dei monumenti e soprattutto sulla storia pregressa delle popolazioni che abitano quella parte della terra, sulla convivenza di etnie di origini molto diverse, sulle loro tensioni interne, sui modi presenti di risolverle. 

 Come nel volume Rapporto sulla Cina, pubblicato alla fine del 2012, questo diario di viaggio sottintende la secolare familiarità tra l’Europa e la Cina, riferisce sul ricordo dell’Italia e in particolare di Venezia e di Genova aleggiante nelle sue città, presenta una rara, se non assente, testimonianza visiva di Roma come punto di arrivo e di partenza della Via della Seta (si veda, ad esempio, la foto intitolata “La Via della Seta giunge al Colosseo nella rappresentazione parietale di Dunhuang”), riporta testimonianze della presenza di mercanti genovesi nella città di Yangzhou, nella provincia di Gansu. Marco Polo non era solo.

La scrittrice afferma di tornarle alla mente, quasi inconsapevolmente, il quartiere di Galata da lei precedentemente visitato, abitato da mercanti genovesi e veneziani nella Costantinopoli del tempo che precede la sua sconfitta ad opera di Maometto II.

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At the beginning of “Itinerary of the voyage through northwestern Asia, with memories of medieval Italy”, the text here presented, the author declares to write it to draw the readers’ attention towards her recently published volume, entitled Rapporto sulla Cina. The Itinerary follows the various stages of a journey through northwestern China, coincident with one particular route of the Silk Road, starting in Xi'an, an ancient capital of the empire, and reaching towards the Pamir chain of mountains, which marks a division between China and Pakistan.

These are the considerations that the author makes during a journey accomplished at the end of August 2012 which can be read, as the volume she previously wrote, from several points of view, even from a controversial one, based on the consideration that Europeans and Americans, for example, ignore almost everything about the typology of the territory, the alternation of oasis and desert, the presence of vast plateaus on which to proceed with camels and horses was perhaps not too difficult, the magnificence of the monuments and, above all, the past history of the people who live in that part of the world, the coexistence of different ethnic groups of sundry origins, their internal tensions, the present attempt at resolving them.

As in the book Rapporto sulla Cina, published at the end of 2012, this travel diary suggests the century long relationship of familiarity between Europe and China, it considers a possible memory of Italy and especially of Venice and Genoa in its cities, it introduces a rare, if not absent, visual evidence of Rome as a point of arrival and departure of the Silk Road (see, for example, the photo entitled “The Silk Road arrives at the Colosseum in the wall representation of Dunhuang”), it shows evidence of the presence of Genoese merchants in the city of Yangzhou, in the province of Gansu. Marco Polo was not alone in his Chinese enterprise.

Lina Unali writes the Galata district, inhabited by Genoese and Venetian merchants in Constantinople in the time before its defeat at the hands of Mohammed II, almost unconsciously comes to her mind.


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