Sul cinema

Theo Angelopoulos

Abstract


Il 23 ottobre 2006 l’Università di Roma “Tor Vergata” conferiva a Theo Angelopoulos la laurea honoris causa in Filologia e Letterature dell’Antichità. In quell’occasione il grande cineasta greco (scomparso tragicamente nel gennaio 2012) diede vita, per la sua Lectio Magistralis, ad un rapinoso viaggio dai timbri lirici e dai profondi toni etici sull’origine del suo fare cinema entro coordinate di ricchissima corrispondenza con i lessici e le figure delle altre arti. Un rapinoso viaggio concepito come un ritmico avvicendarsi di rapide inquadrature soggettive e oggettive, aperto a non poche riemersioni della sua vicenda personale e delle tribolazioni novecentesche della sua amata Grecia. E al contempo, scandito dalla trasparente enucleazione dei temi e delle ossessioni del suo filmare: il padre come simbolo, presenza o assenza, metafora, punto di riferimento; il viaggio, le frontiere, l’esilio; la condizione umana; l’eterno ritorno. Temi e ossessioni che, congiuntamente alle esplicite notazioni sulle passioni poetiche, teatrali e letterarie della sua formazione culturale ed artistica, definivano l’esemplare testimonianza ravvicinata di una biografia declinata nel segno e nel sogno di un altro diverso destino per la Grecia e per l’Europa, di altri più consoni rapporti tra gli uomini. 

In suo ricordo e a testimonianza di come il prezioso dialogo con la sua potente figurazione filmica e con le limpide persuasioni che l’hanno abitata sia destinato a permanere a lungo, si propone il testo integrale (versione originale francese e traduzione italiana) letto allora dallo straordinario interprete della migliore cinematografia europea.


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