LIBRI RICEVUTI

Libri ricevuti

(Su almeno alcuni dei libri qui solo elencati, la Redazione conta di poter tornare, con un Asterisco, una Nota o una Recensione nel prossimo futuro di "Testo e Senso")

- AA. VV., Per sempre ragazzo. Racconti e poesie a dieci anni dall’uccisione di Carlo Giuliani, a cura di Paola Staccioli, Milano, Marco Tropea, 2011, pp. 125, € 10,00.

- Al di là del testo. Critica letteraria e studio della cultura, a cura di Francesco Fiorentino, Macerata, Quodlibet, 2011, pp. 302, € 25,00.

* Saggi di Francesco Fiorentino, Friedrich Kittler, Terry Eagleton, Luca Crescenzi, Giovanni Sampaolo, Pier Carlo Bontempelli, Gert Mattenklott, Miachele Cometa, Cesare Segre, Remo Ceserani, Gilberto Sacerdoti, Maria Luisa Mereghetti, Hans-Thies Lehmann, Franca Ruggieri.

- Certi confini. Sulla letteratura italiana dell’immigrazione, a cura di Lucia Quaquarelli, Milano, Morellini Editore, 2010, pp.199, € 17,90.

* Nell’Introduzione Lucia Quaquarelli mette a fuoco la questione cruciale dei “confini”, interni ed esterni, la loro problematicità dal punto di visto epistemologico, antropologico, letterario, alla luce dei sommovimenti attuali nell’ambito della modializzazione: “Stabilire un confine, tracciare linee sulla superficie del mondo non è attività innocente e l’ideale ottocentesco del ‘confine naturale’ ha rivelato, nella storia dell’uomo, tutta la sua im-pertinenza. I confini sono causa di conflitto, stabiliscono ordine e causano disordine, tracciano mappe economiche più che geografiche, proteggono e limitano la nostra libertà di movimento, includono ed escludono, definiscono e dividono”. La raccolta di saggi intende quindi occuparsi di scrittori e scrittrici provenienti dall’immigrazione, che sono arrivati in Italia cominciando “a scrivere in italiano senza ‘essere’ italiani, proveniendo cioè da tradizioni culturali e letterarie non-italiane (o non solo italiane), e sovvertendo così i confini della nostra letteratura, ‘minacciandone’ lo statuto nazionale e di tale statuto minando il carattere ‘certo’ e, probabilmente, la pertinenza”. La prospettiva scelta è quella degli studi multiculturali e postcoloniali, con i contributi di Graziella Parati, Lucia Quaquarelli, Fulvio Pezzarossa, Silvia Contarini, Daniele Comberiati, Ugo Fracassa.    

- Viviane Agosti – Ouafi, Nel buio regno.Proust, Micehelet e Debenedetti, Introduzione di Daria Galateria, postfazione di adalina Gasparini, Firenze, Le Cáriti Editore, 2011, pp. 105, € 24,00.

- Giulio Angioni, Fare, dire, sentire. L’identico e il diverso nelle culture, Nuoro, Il Maestrale, 2011, pp. 399, € 18,00.

- Carlo A. Augieri, Sul tempo scrivano. narrazione e indugio del senso, Lecce, Milella, 2011, pp. 221, s.i.p.

* A partire dal pieno padroneggiamento della teoria della letteratura e della semiologia (anche nelle sue forme più impervie: da Greimas ad Austin), l’Autore dipana una personale ermeneutica del narrare, a cui aveva già dedicato molti altri lavori, fra i quali spicca: Leggere, raccontare, comprendersi. Narrazione come ermeneutica (Napoli, Liguori, 2009). Il racconto è inteso da Augieri non solo come incontro ermeneutico (“comprendere la parola altrui, riconoscersi con la parola dell’altro”) ma come capacità di far diventare da “naturale” umano il tempo, e come conferimento di uno “spazio di senso al soggetto uomo e alla sua azione” (p.47). Il dialogo con Ricoeur (un Autore con cui evidentemente Augieri verifica una con-sonanza profonda) si fa dunque intensissimo e produttivo. Ma sullo sfondo si sente operare anche la lezione di Auerbach. (e di Weinrich) cioè una capacità di analisi delle forme linguistiche e grammaticali della narrazione nel loro significato più profondo, cioè in quanto costitutive di senso. Infine una rinnovata indagine della “metaforica” (il variare nel tempo delle metafore archetipiche del libro e della memoria), condotta sulle orme di Curtius, permette all’Autore di misurarsi da vicino con i grandi testi, da Platone a Wilde, da Woolf a Proust e Leopardi. Un libro importante, una vera messe di spunti e che meritano di essere ascoltati e praticati. (R.M.)

- Giuliana Benvenuti - Remo Ceserani, La letteratura nell’era globale, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 243, € 15,00.

-Walter Binni, Poetica e poesia nella Ginestra, di Giacomo Leopardi, Giacomo Leopardi, La ginestra o il fiore del deserto,  Perugia, Edizioni del Fondo Walter Binni-Morlacchi Editore, 2012, libro+DVD.

* La straordinaria produttività, ad un tempo creativa e rigorosa, del “Fondo Walter Binni” ci propone un’utile contaminazione di letteratura (in forma-libro) e di informatica (un DVD); è un uso dell’informatica umanistica che peraltro già vive da anni in quello che credo possa essere definito il più bel sito cirtico-letterario italiano (linkare per credere!: www.fondowalterbinni.it), che offre testi (anche di difficile reperibilità) e materiali biografici e foto e la bibliografia completa del Critico. Nell’opera multimediale di cui ora parliamo troviamo raccolti, in un oggetto solo: il testo della Ginestra leopardiana, un denso saggio di Walter Cremonte che funziona da vera chiave di lettura, sia di leopardi che del suo massimo critico e interprete (Il Leopardi di Binni, il Binni di Leopardi), e poi (essenso il lettore costretto a rovesciare, quasi provocatoriamente, il libro che accompagna e contiene il DVD) una raccolta di mirabili e memorabili lezioni binniane: Pensiero e poesia nell’ultimo Leopardi (l’intervento napoletano del 7 aprile 1987), La “Ginestra” e l’ultimo Leopardi (la conferenza perugina del 4 maggio 1987), Il messaggio della “Ginestra” ai giovani del XX secolo (un saggio già comparso in “Cinema Nuovo”, a. xxxvii, n. 3,  del maggio-giugno 1988) e L’ultima lezione sulla “Ginestra”, che Binni tenne nell’aula I della Facoltà di lettere e Filosofia della “Sapienza”, il 12 maggio 1993, in occasione del suo ottantesimo compleanno. Segue una utilissima bibliografia delle Opere di Walter Binni.

Il DVD allegato permette di rivedere il volto e, soprattutto, di riascoltare la voce di Binni, impegnato in quelle lezioni. Dunque si tratta non solo di uno strumento didatticamente utilissimo ma anche di un’operazione che davvero aggiunge qualcosa, e qualcosa di assai importante, a ciò che un libro “normale” può offrire, dimostrando quanto un uso intelligente e culturalmente avvertito dell’informatica possa servire anche alla critica letteraria. Ci si augura che questa iniziativa non resti isolata e che l’esempio coraggioso de del Fondo Walter Binni e dell’editore Morlacchi possa perfino aprire una strada alla nuova editoria supportata dall’informatica.

- Alberto Cadioli, Le diverse pagine. Il testo letterario tra scrittore, editore, lettore, Milano, Il Saggiatore, Milano, 2012, pp. 309,  €  22,00.

- Donatella Capaldi, Momo. Il demone cinico tra mito, filosofia e letteratura, Napoli, Liguori, 2011, pp. 359, €  29,90.  

- Ubaldo Ceccoli, La guerra al lavoro e alla democrazia: trent’anni di globalizzazione, Supplemento dei Quaderni della Fondazione Ernesto Balducci, Fiesole, Fondazione Ernesto Balducci, 2011, pp.117.

- Francesca Chiarotto, Operazione Gramsci. Alla conquista degli intellettuali nell’Italia del dopoguerra, con un saggio di Angelo d’Orsi, Milano, Bruno Mondadori, 2011, pp.233, €  20,00.

- Mario Contini jr, Italiano per caso, Cagliari, La Riflessione-Davide Zedda editore, 2011, pp. 241, € 18,00.

* Un romanzo-storia di famiglia sull’emigrazione italiana in Brasile. Attivando il “doppio sguardo” caratteristico del migrante, Contini scrive al tempo stesso la sua storia e – sullo sfondo – quella del Brasile. Ma l’interesse del volume consiste soprattutto nel complicato (o forse impossibile?) “ritorno”: “Il mio problema prendeva forma, oramai cominciavo a sentirmi, ancora una volta, straniero. Dopo essere stato ‘l’italiano’ in Brasile, in Italia ora mi chiamavano ‘il brasiliano’. La mia identità andava in pezzi e già non mi sentivo né uno né altro.” (p.181). Non per caso Contini, che vive e lavora in Italia da venti anni, è attivo nel campo dell’emigrazione; e la parte conclusiva di questo singolare romanzo diventa anche un saggio, non privo di dati e di spunti politici di grande interesse. Un libro dunque da leggere, e anche – se possiamo permetterci un consiglio – un libro da ripubblicare in una seconda edizione che faccia ammenda dei troppi errori tipografici. (R.M.)

- Giulio de Martino, Da Napoli a Port Arthur. Il viaggio intorno al mondo dell’incrociatore R.N. Calabria (1909-1912), Prefazione di Antonio Ruffino, Sorrento (Na), Di Mauro Editore, 2011, pp. 180, € 18,00.

- Tommaso Di Francesco, Via Latina. Camminamento, Prefazione di Giulio Ferroni, Lecce, Manni, 2012, pp.100, € 13,00.

- Terry Eagleton, Il senso della vita. Una introduzione filosofica, traduzione di Alessandro Cappa, Milano, Ponte alle Grazie, 2011, pp. 148, € 15,00.

- Daniela Frascati, Nuda vita, Roma, Absolutely Free, 2011, versione digitale: € 7,95 (versione cartacea € 9,90).

* Dopo il romanzo Incunaboli futuri (Robin, 2005), e gli splendidi racconti pubblicati in raccolte miscellanee (Piazza bella piazza, La rossa primavera, Nuova Iniziativa Editoriale; Fragole e sangue, Edizioni Clandestine; Per sempre ragazzo. Racconti e poesie a dieci anni dall’uccisione di Carlo Giuliani, a cura di Paola Staccioli, Marco Tropea), Daniela Frascati affida il suo romanzo (per ora) più bello all’editoria informatica on line. Si tratta di Nuda vita pubblicato da “Absolutely Free edizioni” (info@absolutelyfree.it). Molte riflessioni deriverebbero dal fatto che un libro come questo abbia dovuto prendere la via, per ora laterale, dell’editoria on line, mentre gli editori “cartacei”, grandi e piccoli, verificano la loro crisi verticale anche, o soprattutto, a proposito della nuova narrativa italiana. Viene da dire: peggio per loro, e tanto meglio per chi può accedere comodamente e a basso costo a libri così! Venendo al romanzo: sarebbe un errore concentrare l’attenzione sulla sostanza narrativa della vicenda narrata, la “nuda vita”, cioè i confini labili e incerti della vita vissuta in un coma profondo. Inoltre sarà bene precisare che nulla è più lontano da questo libro che un riferimento all’attualità del caso di Eluana Englaro, recentemente fatto oggetto anche del bel film di Bellocchio; basti a garantire l’autonomia dalla cronaca del romanzo di Frascati la data di composizione, che è assai precedente a quella vicenda. Un altro caso in cui la vita imita la scrittura? Neanche questo sarebbe vero: qui non si parla affatto di cronaca, e neppure di politica e di etica, ma invece di corpi e di anime, che vivono e sentono, e misteriosamente ma intensamente comunicano. Ciò che media fra questi due campi del corpo e dell’anima è infatti la letteratura, cioè il discorso, sia pure tacito e mentale: sono i bellissimi monologhi silenziosi della protagonista che scandiscono il libro e ne rappresentano le parti migliori. L’attenzione per la parola, l’umana parola calcolata e prescelta (a volte anche ricercata e peregrina) rappresenta la cifra stilistica della scrittura di Daniela Frascati; è una scrittura che sembra sempre volersi librare verso il sogno, o forse il delirio, e che proprio per questo confina con la poesia. (R.M.)

- Pietro Frassica, Varianti e invarianti dell’evocazione. Saggi sulla narrativa contemporanea, Pisa, Giardini, 2004, pp. 182.

- Carla Frova, Scritti sullo Studium Perusinum, a cura di Erika Bellini, con la collaborazione di Maria Alessandra Panzanelli Fratoni, Indice dei nomi a cura di Marco Menzenghi, (“Per la storia dello Studio perugino delle origini: Fonti e materiali”, 3), Perugia, Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, 2011, pp. 269, s.i.p.

- Massimo Fusillo, Feticci. Letteratura, cinema, arti visive, Bologna, Il Mulino, 2012, pp.205, € 20,00.

- Daniele Giglioli, Senza trauma. Scrittura dell’estremo e narrativa del nuovo millennio, Macerata, Quodlibet, 2011, pp. 115, € 12,00.

- Marco Giovenale, in rebus, Arezzo, Editrice Zona, 2012, pp.75, € 10,00.

- Antonio Gramsci, L’alternativa pedagogica, Antologia a cura di Mario Alighiero Manacorda, Roma, Editori Riuniti University Press, 2012, pp. 306, € 19,00.

* Un altro dono della meravigliosa produttività intellettuale di Mario Alighiero Manacorda (classe 1914!), il nostro massimo pedagogista e storico del pensiero pedagogico. Dopo aver recentemente ripubblicato il suo fondamentale Principio educativo in Gramsci ora Manacorda ripropone, corredendola con una nuova Prefazione, un’antologia di scritti gramsciani, che già aveva visto la luce nel 1972 con la Nuova Italia, e su cui si è formata una generazione intera (specie di docenti). Chi, magari per ragioni anagrafiche, avesse perso l’antologia gramsciana del 1972, dovrebbe affrettarsi a procurarsi questo libro che la Editori Riuniti University Press ha coraggiosamente rimesso in circolazione. La scelta dell’antologia non è casuale, e neppure il momento: si tratta di leggere, rileggere e far leggere direttamente Gramsci; e ora più che mai, mentre vanno in giro (per giunta aureolate dal plauso mediatico) libri impresentabili di personaggi che osano riferirsi al pensiero pedagogico di Gramsci, forse senza averne letto un solo rigo, certo senza averne capito nulla. Non per caso, nella Bibliografia, peraltro tutta infarcita di ridicoli errori, del libretto “pedagogico” contro Gramsci a cui ci riferiamo (senza farne il nome per rispetto verso il Lettore) non c’è traccia alcuna del nome di Manacorda! Eppure si tratta di un Autore citato in tutto il mondo quando si parla di Gramsci e della pedagogia; ci sia lecito riferire un’esperienza personale: nel 2007 in un’importante Università brasiliana (Minas Gerais), un affollato convegno internazionale sulla pedagogia gramsciana si interruppe per proiettare nell’aula magna un’intervista rilasciata dal Nostro maestro. Se fossimo in grado di comminare pene ai colpevoli di cialtroneria (ma, per fortuna non lo siamo, né vorremmo esserlo: troppo lavoro) condanneremmo i lanciatori di guano contro Gramsci a leggere (ma – se ci riescono – per intero, senza giovarsi di bignamini e riassunti) questo libro riproposto ora da Manacorda: siamo certi che venire a contatto diretto con tanta intelligenza sarebbe per costoro una pena durissima. (R.M.)

- Giovanni Greco, Malacrianza, Roma, Nutrimenti, 2012, pp. 267, € 18,00.

* Il mondo visto dal punto di vista degli ultimi fra gli ultimi (i bambini dei poveri del mondo) è un mondo di orrori e di orrore. La scrittura di Greco se ne fa interamente carico. Infatti (credo del tutto intenzionalmente) l’Autore si nega, e nega al suo lettore, ogni consolazione, compresa quella che è insita nella narratività in quanto tale: qui neppure il narrare può scorrere liquido e lineare e giusto ma (coerentemente alla sua materia) si interrompe di continuo, si frantuma in “scene” fortemente visive e quasi filmiche, adotta un flusso di coscienza in prima persona degli stessi personaggi- vittime. Nessuno spiraglio, nessuna apertura esiste nel compatto inferno rappresentato da Greco, neppure la umanissima consolazione che deriva dalla possibilità di riconoscere e padroneggiare il senso delle cose del mondo attraverso il sensato racconto. Ne deriva una corrispondenza assoluta fra la materia trattata e la forma della scrittura, che esibisce e dimostra un perfetto padroneggiamento tecnico dell’Autore. I vertici di orribile efficacia così raggiunti si trasformano talvolta in autentica insopportabilità per il lettore. Questo romanzo ha vinto il “Premio Calvino” 2011. (R.M.)

- Mariangela Guàtteri,  Stati di assedio, Riflessioni critiche di Giorgio Bonacini e Federico Federici, Immagine di Federico Guerri, Verona, Anterem Edizioni, 2011 (“La ricerca letteraria. Collezione del Premio Lorenzo Montano, XXV, a cura di Raniero Teti), pp. 45, s.i.p.  

- La macchina del tempo. Studi di informatica umanistica in onore di tito Orlandi, a cura di Lorenzo Perilli e Domenico Fiormonte, Firenze, Le Lettere, 2011, pp. xiii+334, € 28,00.

* Scritti di E. Ballo e M. Parodi, D. Fiormonte e T. Numerico, D. Buzzetti, F. Ciotti, G. Roncaglia, C. Cazalé Bérard, M. Guercio, L. Perilli, A. Cadioli, N. Tangari, S. Noiret, P. Moscati, M. Lana, I. Bonincontro, F. Tomasi. Alle pp.ix-xiii un’utile Bibliografia dei principali scritti di informatica umanistica di Tito Orlandi.

- La Rosa d’inverno. L’attualità di Rosa Luxemburg, Atti del Convegno tenutosi a Milano, sabato 24 ottobre 2009, con interventi di Lidia Menapace, Rosangela Pesenti, Jörn Schütrumpf, Imma Barbarossa, Giovanna Cappelli, Sonia Previato, Pasquale Voza, Paolo Ferrero. In più un’antologia degli scritti (…). Una introduzione di Lelio Basso e il saggio introduttivo di Paul Sweezy a L’accumulazione del capitale, Milano, Edizioni Punto Rosso, 2010, pp. 230, € 12,00. 

- Mario Lavagetto, Quel Marcel! Frammenti della biografia di Proust, Torino, Einaudi, 2011, pp.395, € 25,00.

* La più bella scrittura della critica letteraria italiana, quella di Mario Lavagetto, si misura con un ambizioso sforzo di sintesi di una lunga fedeltà a Proust. Il riferimento (già nel titolo) alla biografia è qualcosa di più di un falso segnale o di un antifrastico depistaggio: il libro di Lavagetto è in effetti per molti versi il contrario della celebre biografia proustiana di George D. Painter (trad. it.: Marcel Proust, Feltrinelli, 1965) che Arbasino definì “un Sainte-Beuve travestito da inglese”. Senza nulla togliere alla ben delimitata produttività euristica di tali approcci biografici (si veda, ad esempio, la densa e utile ricerca di Evelyne Bloch-Dano sulla madre di Proust: La signora Proust, Genova, Il melangolo, 2006), occorre dire che mentre il percorso che i biografi istituiscono è quello che conduce, o dovrebbe condurre, a illuminare con la vita l’opera (ma, contraddittoriamente, usando di continuo l’opera per illuminare la vita), il percorso che Lavagetto propone è invece interamente rivolto, e senza scarti, all’opera: parte dall’opera e torna di continuo all’opera. C’è a questo proposito un capitolo di straordinario interesse, intitolato “Questioni di metodo” (posto non all’inizio, non alla fine, ma nel cuore stesso del libro: pp. 215-227). Questo telos è così rigorosamente perseguito che Lavagetto utilizza e fa parlare anche testi proustiani che non vogliamo dire “minori” ma che sono incompiuti o inediti e comunque di certo laterali rispetto alla Recherche (Les Plaisirs et les jours, soprattutto, Sésame et le Lys, e perfino i ventun volumi della Correspondance). Così facendo l’Autore viola coscientemente un interdetto proustiano, che noi possiamo forse oggi anche leggere come una involontaria confessione (un lapsus?): “..non mi risulta gradevole che chiunque (se ci si occuperà ancora dei miei libri) sia ammesso a compulsare i miei manoscritti, a paragonarli al testo definitivo, a indurne delle supposizioni che saranno sempre false sul mio modo di lavorare, sull’evoluzione del mio pensiero, ecc.”, cit. a p. 227). Ma come l’opera non appartiene più all’Autore, così meno che mai egli ha diritti sulla critica che lo riguarda. In questa direzione (lo vogliamo ripetere: dall’opera all’opera) la strumentazione della psicoanalisi, che – come è noto – Lavagetto padroneggia magistralmente da tempo, è messa al lavoro: a partire dal profilo del nevrastenico onanista, però ricollocato storicamente sulla scorta di un trattato su questo tema, datato 1897, del padre di Marcel, il dottor Adrien Proust (anche le malattie infatti hanno una storia, né sono state sempre le stesse nel tempo), fino allo sviluppo dell’intuizione benjaminiana in merito allo sfondo sadico della personalità di Proust e di quella debenedettiana sulla gelosia come dolente fil rouge che ne percorre tutta l’opera. È declinato così anche il tema-chiave dell’omosessualità (anch’essa – per dir così  – “storicizzata” nel nome improprio ma coevo di “pederastia”): l’“étant autre que moi” proustiano, lumeggiato da Lavagetto, si rivela così non solo una chiave di lettura ma, ciò che più conta, anche un inesausto generatore di testo. Sono queste le parti più originali e preziose del volume, ad es. quella dedicata alla lettura del Jean Santeuil e al gioco (drammatico e dolorosissimo gioco!) che Proust intraprende fra i tre lati del suo triangolo: Je, Je-an Santeuil e Marcel. Un triangolo del tutto irresolubile (“Je qui n’est pas moi”), da cui deriva lo scacco inevitabile di quella scrittura. L’“invenzione” che rende finalmente possibile la Recherche è appunto la dissoluzione della vita stessa di Marcel nell’opera, la sostituzione rigorosa e senza residui della seconda alla prima. (R.M.

- Raniero La Valle, Quel nostro Novecento, Milano, Ponte alle Grazie, 2011, pp. 194, € 12,00.

- Stefania Lucamante, Quella difficile identità. Ebraismo e rappresentazioni letterarie della Shoah, Roma, Iacobelli Editore, 2012, pp. 394, € 22,00.

- Maria Cristina Mannocchi,  Tempeste e approdi. La letteratura del naufragio come ricerca di salvezza, Roma, Edzioni Ensembre, 2011, pp. 248, € 16,00.

- Lucrezia Marinella, Exhortations to Women and to Others if They Please, Edited end transaletd by Laura Benedetti, Toronto, Iter Inc. Centre for Reformation and Renaissance Studies, 2012, pp. 220, $ 21,50.

- Modernità italiana. Cultura, lingua e letteratura dagli anni settanta a oggi, a cura di Andrea Afribo e Emanuele Zinato, Roma, Carocci, 2011, pp.326, € 27,00.

- Fabio Moliterni, Il vero che è passato. Scrittori e storia nel Novecento italiano, Lecce, Milella, 2011, pp. 423, s.i.p.

- Federica Negri, Ti temo vicina, ti amo lontana. Nietzsche, il femminile e le donne, Postfazione di Bruna Giacomini, Milano-Udine, Mimesis, 2011, pp.148, € 14,00.

- Leonida Pandimiglio, Famiglia e memoria a Firenze, II, Secoli XIV-XXI, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2012, (“La memoria familiare”, 6) pp.xii-200, € 38,00.

- Anna Maria Panzera,  Caravaggio, Giordano Bruno e l’invisibile natura delle cose, Prefazioni di Claudio Strinati e Michele Ciliberto, Roma, L’Asino d’Oro, 2011, pp. 181, € 20,00.

- Giulia Ponsiglione, La “ruina” di Roma. Il Sacco del 1527 e la memoria letteraria, Prefazione di A. Asor Rosa, Roma, Carocci - Sapienza Università di Roma, 2010, pp. 164, € 17,50.

- Elena Porciani, Studi sull’oralità letteraria. Dalle figure del parlato alla parola inattendibile, Pisa, Edizioni ETS, 2008, pp. 140, € 20,00.

- Giuseppe Prestipino, Diario di viaggio nelle città gramsciane, Milano, Edizioni Punto Rosso, 2011, pp. 548, €  30,00.    

- Franco Rella, Soglie. L’esperienza del pensiero, Riflessione critica di Susanna Mati, Verona,

Anterem Edizioni, 2011, pp. 87, s.i.p.  

- Fabio Sebastiani, Concerto per aforisma (quasi) solo. aforismi, Introduzione di Raul Mordenti, Fano, Editrice Zona,  2011, pp. 93, € 10,00.

- Nicola Siciliani de Cumis, Labriola dopo Labriola. Tra nuove carte d’archivio, ricerche, didattica, Postfazione di Giovanni Mastroianni, Pisa, ETS, 2011, pp. 414, €  28,00.

- Andrea Ventura, I primi antifascisti. Sarzana, estate 1921. Politica e violenza, tra storia e storiografia, Sestri Levante, Grammarò Editori, 2010, pp.228, € 18,00.

- Fabio Vittorini, Italo Svevo, Firenze, Le Monnier Università, 2011, pp.258, € 19,00.

- Pasquale Voza, La meta-scrittura dell’ultimo Pasolini. Tra “crisi cosmica” e bio-potere, Napoli, Liguori, 2011, pp. 100, € 13,99. 

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